animali delle nostre montagne


La libellula Cardinale sanguineo (Sympetrum sanguineum) ha una lunghezza di 35-40 mm e un’apertura alare di 45-62 mm. Le zampe di questa libellula sono interamente nere. Nel maschio l’addome, a forma di clava, è rosso cupo ed anche la fronte è rossa. La larve si rinvengono nei più diversi ambienti acquatici, sia permanenti che temporanei, particolarmente in quelli ricchi di vegetazione acquatica e, più raramente, in acque debolmente correnti, dalla pianura ad oltre 1000 metri di quota. Questa è stata fotografata alla Torbiera della Bedrina (area protetta di importanza nazionale), in Alta Leventina a 1200 m di quota.



Lo Stambecco delle Alpi (Capra ibex) presenta differenze molto accentuate tra il maschio e la femmina; alla fine dell’autunno il peso medio dei maschi adulti è di circa 90 kg, con una lunghezza media di circa 160 cm. Le femmine pesano 35-49 kg e hanno una lunghezza media di 135 cm.
Ha corna cave e permanenti, costituite da un astuccio corneo di rivestimento delle ossa. Le corna nel maschio sono molto più lunghe e grosse e hanno una lunghezza media massima di 92 cm. Nelle femmine sono più sottili e corte e sono mediamente lunghe 34 cm.
Le femmine di stambecco vivono in branchi con altre femmine e i piccoli. I capretti vengono al mondo in giugno e portano un mantello lanoso caldo adatto al clima rigido. Essi crescono sotto la protezione del branco. Le corna della femmina sono molto più piccole di quelle del maschio e la determinazione dell’età è più difficile, visto che gli anelli annuali sono assai più stretti. Una femmina di stambecco può raggiungere l’età di 24 anni, un’età notevole tenuto conto dell’ambiente inospitale in cui vivono, il maschio può vivere 14-16 anni. Gli stambecchi si nutrono di erbe e in inverno, oltre a ciò, di cespugli, radici e licheni.
Per vederli durante l’estate, occorre salire in alto: queste particolari capre alpine infatti amano arrampicarsi nelle zone rocciose, molto al di sopra del limitare del bosco.
Ha rischiato l’estinzione all’inizio del secolo scorso quando era preda di caccia, oggi in Svizzera se ne contano 17’000, è presente su tutto l’arco alpino.

 



L’Ermellino (Mustela erminea) è un abile cacciatore di topi, ma spesso è anche preda. Un paesaggio ricco di nascondigli può fare per lui la differenza tra la vita e la morte.

L’ermellino, un carnivoro che in Svizzera si è specializzato in arvicole, vive in paesaggi aperti e variegati evitando il bosco. È territoriale e conduce un’esistenza solitaria oppure in seno a famiglie matriarcali. La coda ha una lunghezza che varia da 8 a 12 cm. Il corpo varia da 22 a 32 cm. I maschi sono molto più grandi delle femmine. Il corpo è lungo e snello, con corte zampe. La sua caratteristica principale è di cambiare il colore della pelliccia di stagione in stagione. In estate è bruno rossastra nella parte superiore del corpo e di colore bianco nella parte inferiore. La punta della coda è nera. In inverno la pelliccia diventa totalmente bianca tranne la punta della coda che resta nera.
Il suo habitat ideale è un paesaggio aperto ricco di piccole strutture ben connesse tra di loro che offre moltissimi nascondigli, territori di caccia e assi di migrazione. Nei prati si procura il cibo, mentre al riparo di cataste di legna o mucchi di pietre partorisce i piccoli. E’ diffuso dalla pianura fino in alta montagna, lo si trova comunemente tra i 1000 e i 3000 metri di quota.


Il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) è ben diffuso su tutto l’arco alpino dalla Francia all’Austria. Sulle Alpi sale in estate fino a 2800 m.s.l.m. e si adatta bene anche a quote assai più basse non solo in inverno. Il maschio vivo raggiunge i cinquanta chilogrammi, la femmina un po’ meno. Mammifero erbivoro a unghia fessa ha un mantello nero in inverno e marrone scamosciato tipico in estate. Molto raramente ha un mantello bianco o pezzato. Il camoscio ha una gestazione di 160-170 giorni, un po’ di più delle capre di cui è cugino, poiché è della famiglia dei  Bovidae e non un caprino.
I camosci possono vivere almeno 15 anni e più. I camosci non hanno tanti nemici naturali oltre all’aquila che potrebbe uccidere i piccoli e diverse malattie come la Agalassia contagiosa, i vermi del fegato e poche altre.
Fino a pochi anni fa i camosci da noi in Ticino erano la selvaggina di montagna per eccellenza e anche i più diffusi e catturati dai cacciatori. Ma da un po’ di tempo non è più così, i camosci, un po’ in tutto il Ticino e sulle alpi, sono in declino e, se non cambia la tendenza, speriamo che cambi, potrebbero diventare rari.



La Marmotta alpina èun plantigrado dalle zampe possenti e dai lunghi artigli con il muso largo e corto. La testa è grossa e rotonda e la posizione degli occhi gli consente di avere un largo campo visivo, mentre le sue orecchie sono piccole e tonde, quasi completamente nascoste nella pelliccia. Le numerose vibrisse sono necessarie per la sua vita sotterranea e i denti incisivi sono molto sviluppati (per i suoi dentoni assomiglia infatti allo scoiattolo). La coda è lunga, scura, pelosa e termina in un ciuffo nero. La pelliccia è folta e ruvida,grigio-bruna sul dorso mentre la parte inferiore è di colore ruggine. La vita media della marmotta alpina è di 15-18 anni.
E’ un animale che ama prendere il sole, in gruppo: di giorno va in cerca di cibo e di sole, gioca con le altre marmotte, ma rimane sempre vicino alla propria tana, in cui rientra la sera.
Passa molto tempo a pulirsi. Nonostante il peso questo roditore riesce a correre, saltare ed arrampicarsitra le rocce con straordinaria velocità ed agilità. Quando è impaurita emette un fischio caratteristico e molto acuto. Servendosi delle zampe e dei lunghi artigli scava lunghe tane, con diverse stanze collegate da gallerie sotterranee. Le tane estive sono poco profonde e con molte uscite, quelle invernali sono invece costruite più scrupolosamente: praticamente hanno una galleria d’accesso che può essere lunga anche diversi metri e conduce ad una grande camera che viene rifornita di fieno. Possono ibernare in questi rifugi fino a sei mesi.La marmotta è vegetariana, si nutre di erbe e graminacee, germogli e radici, fiori, frutta e bulbi.Ama in particolare le erbe aromatiche. Solo occasionalmente si ciba anche di insetti. Non beve: il suo consumo d’acqua viene reperito delle piante.
Durante il letargo compie un vero e proprio miracolo fisiologico, la sua temperatura corporea scende da 35 a meno di cinque gradi, il cuore rallenta da 130 a 15 battiti al minuto e la respirazione diviene appena percettibile.